Neomamma si infuria per essere stata chiamata "genitore partoriente" anziché "madre" in un modulo sanitario "offensivo"

Lug 30, 2022 by apost team

Dare alla luce un bambino dovrebbe essere un momento emozionante, pieno di entusiasmo, attesa, speranza e gioia. Ma per una mamma australiana, questo momento è stato rovinato dall'assurdo modulo sanitario che le è stato fatto firmare, dove viene chiamata "genitore partoriente", anziché "madre".

La neomamma Sal Grover, della Gold Coast australiana, ha scatenato l'ira di Internet e delle mamme di tutto il mondo quando il 19 luglio del 2022 ha twittato una foto del modulo che le era stato chiesto di firmare, dicendo: "Nel modulo che serve per aggiungere il nostro neonato sulla nostra tessera Medicare, noi donne veniamo definite 'genitori partorienti'. Quando è troppo è troppo. Questa è una s*******a assurda; è escludente, alienante e dispregiativa nei confronti di ogni donna (che) vuole diventare e venir chiamata 'madre'".

Raccontando della sua rabbia al Today Show, la signora Grover ha detto di essere rimasta "scioccata" dal modulo aggiungendo: "Conosco molto bene i diritti delle donne e i pericoli legati all'erosione del nostro linguaggio, dei nostri spazi e così via, perciò comprendo bene da dove nasce quel termine".

Ha continuato: "Non ci vuole un genio per capire che il termine 'genitore partoriente' non è inclusivo per nessuno: in particolare per le madri e le donne che non vogliono essere chiamate genitori partorienti, le madri adottive, le matrigne, gli uomini gay che possono essere genitori ma che ovviamente non hanno partorito.

"Ci sono tantissime persone che non vengono incluse con questo termine, è un linguaggio semplicemente ridicolo e disumanizzante".

"Penso che sia totalmente sbagliato. È offensivo. È stato introdotto solo per compiacere una piccola minoranza di attivisti e lobbisti ultra radicali che promuovono senza tregua questo tipo di linguaggio e poi ci perseguitano chiamandoci bigotti perché non lo accettiamo", ha detto la signora Grover, invitando coloro che si sentono offesi dal termine "madre" a "farsi curare".

"Se la parola 'madre' vi infastidisce così tanto, allora la maternità sarà un vero e proprio shock, no?"

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"Non posso credere che l'abbiano fatto davvero. La burocrazia che è impazzita", ha detto il conduttore di Today Karl Stefanovic.

La co-conduttrice Ally Langdon, anche lei madre, ha definito il termine "disumanizzante", ma ha affermato che riteneva che l'intento iniziale potrebbe essere stato inclusivo.

Il nuovo modulo è stato introdotto a marzo. È stato sperimentato in tre ospedali dall'agenzia governativa "Services Australia", che ha comunicato che in genere le modifiche hanno avuto un riscontro positivo.

Il modulo consente di aggiungere un bambino alla tessera Medicare di un genitore, che dà diritto all'assistenza medica gratuita o a costi inferiori in Australia.

Poche ore dopo l'apparizione della signora Grover al Today Show, il Ministro per i servizi del governo, Bill Shorten, ha annunciato su Twitter che la dicitura sul modulo sarebbe tornata a essere "madre". Pur ottenendo il plauso della signora Grover e dei suoi sostenitori, il Ministro Shorten è stato accusato di aver ceduto alle pressioni dei social media. In seguito ha dichiarato ai media che stava semplicemente cercando di "disinnescare brutte guerre culturali".

"Ci sono molte persone che ritengono che la parola 'madre' sia speciale e nobile, mentre altre ritengono che, utilizzandola, la loro identità non sia inclusa: ognuna delle parti ha un punto di vista legittimo.

"Dobbiamo solo essere più bravi nel non avere un punto di vista che vada a scapito dell'altro", ha affermato.

"In ogni caso, essere madre è una cosa preziosa", ha continuato Shorten. "La parola non è un'etichetta, è intrisa di significato... E anche le persone che scelgono di identificarsi in altri modi dovrebbero avere questa possibilità. Cancellarla non aiuta a promuovere la diversità e la tolleranza".

La Grover ha apprezzato il cambiamento, definendo la versione precedente del documento troppo simile a un futuro distopico.

"Essere chiamata 'genitore partoriente' sui moduli governativi è troppo alla 'The Handmaid's Tale' per i miei gusti".

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Online, donne e uomini hanno riempito i social media della signora Grover con commenti in suo supporto.

"È una follia, smettiamola di mancare di rispetto alle nostre bellissime madri", si legge in un tweet.

"Ridurre tutto questo all'atto del parto è più che offensivo. È semplicemente sbagliato", ha commentato un altro utente.

"Prepariamoci a essere delle incubatrici partorienti e delle provette per neonati tra qualche generazione. È disumanizzante... Il punto è proprio questo", si legge in un altro tweet.

"È scandaloso: se partorisci sei una madre. Perché il linguaggio viene cambiato per una minuscola minoranza che *potrebbe* offendersi quando comunque la maggioranza non lo farà?"

"Che cos'è questa ossessione di tagliar fuori le donne?"

Non tutti però hanno condiviso il parere della signora Grover. Alcuni infatti hanno sostenuto che la modifica avrebbe contribuito a ridurre la confusione in casi come quello delle madri surrogate.

"L'ex moglie di mia moglie ha dato alla luce nostra figlia. Che cosa diavolo si aspettano che mettiamo lì? L'inclusività, ancora una volta, è incredibilmente escludente", ha scritto un utente.

"Mio figlio mi chiama 'mammina' e il mio compagno 'mami'. Ha due madri. Non c'è assolutamente nulla di escludente. Semmai è più inclusivo e aiuta a distinguere quale sia la Madre che ha partorito", ha twittato @SaraSassypants.

"Questo non si riferisce anche anche alle madri surrogate? Hanno portato e partorito i bambini, ma non saranno le loro madri".

"È solo un modulo", ha scritto un altro utente in risposta al tweet di Grover. "Sei meno madre a causa di un modulo che normalmente vedi una volta sola nella vita, ma che invece hai scelto di immortalare nel tuo tweet?"

Ma con la modifica del modulo, la signora Grover spera che il suo sfogo serva da lezione per far capire alle donne che non devono avere paura di farsi valere.

"È fantastico. Speriamo che questo episodio ispiri più donne ad alzare la voce quando vediamo queste assurdità, che si tratti dei nostri diritti, del nostro linguaggio, dei nostri spazi, dello sport, o altro. Qualsiasi cosa per dire 'no, non ci stiamo'".

Che cosa ne pensi del termine utilizzato nel modulo sanitario? Sal Grover ha fatto bene a fare ciò che ha fatto? Faccelo sapere e condividi questa storia con tutte le bellissime mamme.

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