L'intensità di Elvis Presley fa commuovere anche i suoi stessi coristi

Elvis Presley è un artista che ha contribuito a definire la sua epoca. È quello che si potrebbe descrivere come un talento generazionale. Elvis ha contribuito a fare arrivare il rock and roll al grande pubblico. Ha introdotto il canto soul e il rhythm and blues agli ascoltatori bianchi in un'epoca in cui era considerato un genere underground e marginale.

Dopo la sua prima apparizione sulla scena negli anni '50, però, sembrava che la sua carriera sarebbe lentamente svanita nell'oscurità durante gli anni '60, quando i Beatles e i Rolling Stones diventarono improvvisamente gli artisti più famosi. Ma Elvis aveva preparato un ritorno spettacolare nel 1968 nel quale aveva sorpreso il mondo con un'esibizione più intensa di qualsiasi altra fosse avvenuta prima.

L'industria musicale si può dividere in prima di Elvis e dopo Elvis. Quest'artista era immenso e molto famoso, ma anche lui ha avuto alti e bassi nella sua carriera. A un certo punto, nel 1968, aveva programmato di rilanciare la sua carriera con uno speciale televisivo. Elvis era un performer molto esperto in quel periodo. Tuttavia, sapeva che c'era molto in ballo nel suo ritorno. Nonostante fosse una grande star abituata a calcare il palcoscenico, era alquanto nervoso. Anche il suo batterista, D.J. Fontana, lo aveva notato all'epoca, come riporta Rolling Stone:

"Elvis non era quasi mai nervoso - ma lo è stato in quell'occasione... Abbiamo suonato un paio di canzoni e dopo un po' si è sciolto, ed è andato tutto bene. Era rimasto fuori dal palco per troppo tempo."

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Un altro problema era rappresentato dai tumulti dell'epoca. Il 1967 e il 1968 sono stati anni difficili per la cultura americana. La nazione era scossa da rivolte legate al razzismo istituzionalizzato. Martin Luther King era stato ucciso nell'aprile di quell'anno, e Bobby Kennedy a giugno. Lo speciale di Elvis andava in onda solo pochi mesi dopo la morte di Kennedy.

Una cosa era chiara: Elvis voleva fare una dichiarazione per aiutare la nazione a riprendersi e con la sua emozionante interpretazione di "If I Can Dream", lo ha fatto.

Nella canzone, Elvis canta della fratellanza, del camminare insieme, dell'incontrarsi. La sua performance è così intensa e sentita, che anche la sua band ne percepiva la profondità. Lo scrittore della canzone, Walter Earl Brown, racconta che quando Elvis aveva registrato la canzone, Brown aveva visto le lacrime scorrere sulle guance dei coristi. Uno di loro gli aveva detto:

"Elvis non ha mai cantato con così tanta emozione prima d'ora. Sembra che dia un significato a ogni singola parola."

Elvis aveva un dono straordinario e voleva usarlo a fin di bene. La canzone dello speciale è una testimonianza delle sue capacità canore e del suo grande cuore.

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